Piccoli registi crescono

di | 21/02/2018

Alla Berlinale una giornata un po’ deludente nella selezione ufficiale, salvata da bei film nelle sezioni collaterali

Andranic Manet e Jenna Thiam in "Mes provinciales" di Jean-Paul Civeyrac

Andranic Manet e Jenna Thiam in “Mes provinciales” di Jean-Paul Civeyrac.

Risate di scherno in piena proiezione e bordate di fischi, ma anche qualche applauso, durante i titoli di coda per “Mein Bruder heisst Robert und ist ein Idiot” di Philip Gröning: due giovani gemelli, una ragazza ed un ragazzo, impersonano la prima il lato esuberante e indifferente della natura, il secondo il lato razionale con le leggi fisiche e le norme universali che dovrebbero regolarla. Steven Soderbergh con “Unsane” parte da una denuncia del business dei ricoveri negli ospedali psichiatrici per poi infilarsi in un thriller che non si fa mancare nessuno dei cliché del genere, compreso il consolatorio finale in cui i cattivi perdono.

Nella sezione Panorama una bellissima riflessione sul cinema, l’arte, l’impegno politico in “Mes provinciales” di Jean-Paul Civeyrac, girato in un bianco e nero affascinante e con la consueta cura nel delineare i personaggi e le atmosfere. A metà tra documentario e finzione, “Djamilia” di Aminatou Echard prende spunto dalla vicenda di una giovane donna kirghiza che osa sfidare le convenzioni per dare voce ad altre donne che forse vorrebbero fare lo stesso. Ancora convenzioni sociali, questa volta traendo spunto da una tragica vicenda di cronaca nera realmente accaduta, in “Ondes de choc – Prénom: Mathieu” di Lionel Baier, dove l’identità di un adolescente sembra molto più labile di quanto possa sembrare.

Nella sezione Forum il delicato “Old Love” di Park Kiyong: due amanti tornano a vedersi dopo decenni di lontananza, e trascorrono una giornata tra suoni ovattati, luci attenuate e sussulti tra nostalgia, rimpianti e rimorsi. Realtà e allucinazione in “Drvo” di André Gil Mata, il viaggio lungo la notte di un uomo che rivive le sua infanzia e i traumi che la hanno caratterizzata.