A Locarno il cinema d’autore conferma il suo buon stato di salute

Una immagine di Akiplėša di Saulė Bliuvaitė.
Il disagio giovanile nel cinema è una tematica ricorrente almeno dal secondo dopoguerra, comune a tutti i continenti e tutte le fasce sociali. La novità rispetto ai classici è forse la riflessione sul contesto economico, che spesso prende le forme di periferie urbane degradate, aridi e ostili paesaggi industriali, degradanti sessioni di selezione del personale. Presentato nel concorso internazionale, Akiplėša1 di Saulė Bliuvaitė non arretra di fronte a immagini e situazioni di grande durezza, e forse proprio per questo riesce a creare un legame di empatia tra personaggi dal carattere complicato e lo spettatore.
Nel concorso Cineasti del presente un film apparentemente leggero ma che costruisce una bella atmosfera di rielaborazione e catarsi: Joqtau2 di Aruan Anartay comincia con un funerale e si sviluppa intorno alla comunità che si riunisce per celebrare una perdita ma anche tante nuove rinascite. Anche Hanami3 di Denise Fernandes si svolge intorno alla ricerca di legami, relazioni, a volte banalmente con il proprio vicino di casa, altre volte con visitatori provenienti letteralmente dall’altro capo del mondo. Un film di vaghe reminescenze trieriane, in Crickets, It’s Your Turn4 Olga Korotko sembra provare gusto a portare lo spettatore al limite delle sue capacità di sopportazione.
Nella sezione Pardi di domani, concorso corti d’autore, il Denis Côté che indaga i lati più oscuri dell’animo umano in Jours avant la mort de Nicky5, un avvincente thriller giocato su semplici immagini riprese da una videocamera installata su una automobile. My Life is Wind (a letter)6 di Anahita Ghazvinizadeh è invece il resoconto di un dialogo tra una giovane donna costretta a fuggire il Medio Oriente per gli Stati Uniti e la nonna che ha dovuto abbandonare, fatto di brevi sguardi come di chi non si rassegna al destino.
Film perfetto per la selezione di Piazza Grande Le procès du chien7 di Laetitia Dosch è la classica commedia di costume che gioca molto sulla simpatia (e antipatia) dei personaggi e dei protagonisti, con l’ambizione di tracciare un ritratto del degrado morale di società apparentemente evolute, con una tirata anche alla cosiddetta “intelligenza artificiale”.
- Akiplėša, regìa di Saulė Bliuvaitė, Lituania 2024, 99′
- Joqtau, regìa di Aruan Anartay, Kazakistan 2024, 70′
- Hanami, regìa di Denise Fernandes, Svizzera-Portogallo-Capo Verde 2024, 96′
- Crickets, It’s Your Turn, regìa di Olga Korotko, Francia-Kazakistan 2024, 105′
- Jours avant la mort de Nicky, regìa di Denis Côté, Canada 2024, 19′
- My Life is Wind (a letter), regìa di Anahita Ghazvinizadeh, USA-Svezia 2024, 33′
- Le procès du chien, regìa di Laetitia Dosch, Svizzera-Francia 2024, 80′
