Dalla Sardegna al Nuovo Messico i film di oggi della Berlinale danno voce agli aneliti all’emancipazione

Una immagine di “Jahilya” di Hicham Lasri.
Nella sezione Panorama la scomparsa di una giovane donna, “Xiao Mei”, che dà anche il titolo al film di Maren Hwang che si mette sulle sue tracce e ascolta testimonianze e ricordi di amici e semplici conoscenti. Le distese soleggiate e polverose del Nuovo Messico, la piccolezza di certi personaggi e la saggezza di uomini che molto hanno capito della vita nel bel film “Land” del regista iraniano Babak Jalali, co-prodotto da Rai Cinema. Il cinema ungherese si conferma di ottima qualità anche quando tratta temi tragici e di scottante attualità come in “Genezis” di Árpád Bogdán, ispirato a fatti realmente accaduti.
Nella sezione Forum torna Hicham Lasri con il suo inconfondibile stile: “Jahilya” è coloratissimo, frenetico e al tempo stesso ipnotico, ma i suoi non sono i colori della pubblicità o dei video musicali di moda ma piuttosto quelli acidi di muffe e sostanze organiche più o meno bucoliche, mentre l’ironia surreale delle vicende è una chiara allusione all’inganno di dittature, politiche ed economiche, spacciate per libertà.
