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di | 17/02/2018

Persone comuni e artisti incompresi alla ricerca della propria identità e del loro posto nel mondo nella seconda giornata della Berlinale 2018

Milan Marić in una scena di "Dovlatov"

Milan Marić in una scena di “Dovlatov”.

In “Dovlatov” Alexey German Jr., già alla Berlinale due anni fa con “Under Electric Clouds”, racconta alcuni giorni nella vita del poeta russo e della sua cerchia di artisti, per lo più incompresi se non chiaramente ostacolati dal regime: appartamenti rattoppati, studi d’artista in disordine, navi in perenne costruzione e già arrugginite nell’Unione Sovietica dei primi anni ’70 per rendere il senso di precarietà e non compiutezza di molti dei personaggi ritratti. Altro ritorno nella selezione ufficiale quello di Christian Petzold con “Transit”, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Anna Seghers: bella trasposizione nell’Europa contemporanea dell’odissea dei transfughi del regime nazi-fascista, con un chiaro e riuscito parallelismo con la tragedia attuale dei rifugiati. Pregiudizi, menzogne e la vana ricerca della trasgressione in “Eva” di Benoit Jacquot, con Isabelle Huppert donna fatale e molto meno spregiudicata di quanto le apparenze non facciano pensare.

Nella sezione Panorama il nuovo film di Kim Ki-duk “Human, Space, Time and Human”: su un’arca di Noè, microcosmo dell’umanità con le sue forze e debolezze, una metafora della storia tra speranze e molto cinico realismo.

Nella sezione Forum il documentario “Casanovagen”: prendendo spunto da uno studio scientifico sui comportamenti sessuali di una specie di uccelli, Luise Donschen parte in una riflessione sulla fedeltà, il desiderio, i ruoli. Atmosfere alla Haneke in “Wieża. Jasny dzień” di Jagoda Szelc, dove i legami più intimi e forti, madre-figlia o tra sorelle e fratelli, si manifestano attraverso segnali inquietanti nei fenomeni naturali e in eventi sociali. Ancora un documentario, stavolta dedicato ad una comunità di pescatori giaponesi in “Minatomachi” di Kazuhiro Soda, una bella fotografia in bianco e nero e i tempi dettati dalle vicende umane e naturali.

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