Le facce della censura dall’inquisizione medievale alla Cina capitalista di oggi. Per fortuna Dumont ci mette del suo per tirarci su con i suoi terrestri più alieni degli extraterrestri

Una scena di Coincoin et les Z’inhumains di Bruno Dumont.
Dopo il ritratto dei camionisti croati1, Alberto Fasulo rende omaggio alla sua terra e ad un suo eroico con Menocchio2, selezionato nel concorso internazionale. Con una messa in scena asciutta ed essenziale il personaggio dell'”eretico” Menocchio risalta per il suo calore ed i suoi sguardi penetranti, con un voluto manicheismo per rendere ancora più insopportabile la crudeltà contro un’umanità molto più in contatto con l’assoluto degli inquisitori che vivono nell’agio. Ed è con una certa inquietudine che si seguono le peripezie, al limite del penale, della regista cinese Liang Ying per sfuggire alla censura della Cina contemporanea nell’autobiografico A Family Tour3, la cui messa in scena essenziale stavolta mette in evidenza il rischio di considerare normali le violazioni dei più elementari diritti umani.
Quante volte viene data l’occasione alle nuove generazioni di esprimersi liberamente? Matthieu Bareyre prova a fare un bilancio del tempo presente e lascia la parola ad adolescenti e giovani donne e uomini in L’époque4, selezionato nella sezione Cineasti del Presente, ed ottiene dei ritratti il più delle volte toccanti, spesso sorprendenti per la profondità di pensiero e talvolta chiaramente divertenti per l’ironia, se non il sarcasmo, dei cittadini di un domani molto prossimo.
Bruno Dumont non perde l’occasione per fare della sana ironia anche durante la cerimonia della consegna del Pardo d’Onore in Piazza Grande: oltre alle parole di ringraziamento per il premio, non può esimersi dal riflettere sulla circostanza surreale che degli esseri umani, o presunti tali, vengano premiati nei festival cinematografici con animali o piante… Osservazione più che pertinente in preparazione alla visione in anteprima del primo episodio della nuova serie, séguito di P’tit Quinquin5, in cui il protagonista ormai è diventato un adulto: in Coincoin et les Z’inhumains6 i nostri eroi ed i due ineffabili agenti della gendarmeria nazionale Roger Van der Weyden e Rudy Carpentier sono alle prese con un fluido mortale bluastro e puzzolente…
- Tir, regìa di Alberto Fasulo, Italia-Croazia-Bulgaria 2013, 89′
- Menocchio, regìa di Alberto Fasulo, 2018, 103′
- A Family Tour, regìa di Liang Ying, Taiwan-Hong Kong-Singapore-Malesia 2018, 107′
- L’époque, regìa di Matthieu Bareyre, Francia 2018, 90′
- P’tit Quinquin, regìa di Bruno Dumont, Francia 2014, serie di quattro episodi di 50′
- Coincoin et les Z’inhumains, regìa di Bruno Dumont, Francia 2018, serie di quattro episodi di 50′
