La ragazza che fischiava al lupo

di | 05/08/2018

Uno sguardo sulle donne e alla loro condizione, tra ricerca disperata di un riconoscimento, emancipazione ed autonomia

Damla Sönmez in una scena di Sibel.

Damla Sönmez in una scena di Sibel.

Quando si parla di cinema turco si pensa di solito ai grandi nomi come Ceylan ma film come quello presentato oggi nel concorso internazionale testimoniano di una diffusa cultura cinematografica di eccellente qualità visiva e anche un certo coraggio nell’affrontare temi caldi in una società ancora fortemente patriarcale e conformista. Nel concorso internazionale Sibel1, di Çagla Zencirci e Guillaume Giovanetti, coglie l’occasione per una riflessione su tanti temi legati ai ruoli, alla comunicazione, alle apparenze, con un insieme di attori molto ben diretti tra cui spicca la protagonista Damla Sönmez. Anche la Romania conferma il buon livello delle sue produzioni con il nuovo film di Radu Muntean, Alice T.2, che mette a dura prova la pazienza dello spettatore di fronte all”insostenibile leggerezza dell’adolescenza, con la protagonista Alice alle prese con una gravidanza indesiderata e che con i suoi bruschi cambiamenti di umore fornisce una perfetta rappresentazione di questa età di passaggio tra la spensieratezza dell’infanzia e le responsabilità dell’adulto, e le inevitabili riflessioni sui sacrifici, morali e materiali, che la nostra società impone e sulla loro giustificazione.

Fuori concorso il nuovo film del veterano Nicolas Philibert, De chaque instant3, ulteriore ottimo esempio di cinema che riesce a toccare temi delicati sempre nel rispetto dei protagonisti.

Ancora un documentario, questa volta nella Semaine del la critique, sull’autentica catastrofe in corso in quello che rimane delle foreste europee preda dell’industria del legno: Le temps des forêts4, con un notevole lavoro anche sulla colonna sonora, cerca di dare voce non solo agli ultimi guardiani delle foreste ma soprattutto agli esseri viventi che forse mai come in questa fase storica non vengono ritenuti degni di nessuna considerazione.

Un po’ di sano divertimento in Piazza Grande con il séguito di The Equalizer5: manco a dirlo The Equalizer 26, con colpi di scena a ripetizione e una bella sequenza finale dal respiro apocalittico in mezzo ad una tempesta che infuria in abitazioni che sembrano abbandonate da decenni.

  1. Sibel, regìa di Çagla Zencirci e Guillaume Giovanetti, Francia-Germania-Lussemburgo-Turchia 2018, 95′  
  2. Alice T., regìa di Radu Muntean, Romania-Francia-Svezia 2018, 105′  
  3. De chaque instant, regìa di Nicolas Philibert, Francia 2018, 105′  
  4. Le temps des forêts, regìa di François-Xavier Drouet, Francia 2018, 103′  
  5. The Equalizer 2, regìa di Antoine Fuqua, USA 2014, 132′  
  6. The Equalizer 2, regìa di Antoine Fuqua, USA 2018, 121′