Un Ozon contenuto ed efficace nel delineare una storia di adulti che invocano giustizia per le molestie subite da un prete cattolico da bambini

Un fotogramma di Öndög di Wang Quan’an
Il concorso si apre con l’atteso Grâce à Dieu di François Ozon che nonostante il tema scottante e, purtroppo, ancora di grande attualità degli abusi sessuali nella chiesa cattolica, riesce a mantenere un tono controllato e a concentrarsi più sugli aspetti psicologici della vicenda, lavorando sulle ambientazioni e un uso efficace del flash-back, che non su quelli mediatici. Ancora una storia di infanzia difficile in Systemsprenger: Benni è una bambina affetta da una grave psicosi che nessuna struttura è in grado di gestire, nel gergo una che manda in frantumi il sistema, da cui il titolo del film. La regista Nora Fingscheidt ricorre a tecniche tipiche dei film dell’orrore (esplosioni improvvise di violenza incontrollabile, suoni e colori saturi), aiutata da una giovanissima interprete, Helena Zengel, perfetttamente a suo agio nel ruolo della bambina indemoniata. Dalle intasate metropoli europee alle deserte pianure asiatiche: Wang Quan’an con Öndög fa un bell’esperimento ambientando negli spazi sconfinati della Mongolia la ricerca dell’intimità e della vicinanza, riuscendo a mantenere l’unità narrativa nel contrasto tra la durezza del paesaggio e di certe relazioni umane e la dolcezza di affetti inattesi.
Nella sezione Panorama Laura Amelia Guzmán e Israel Cárdenas in La fiera y la fiesta rendono omaggio alla poetica del regista dominicano Jean-Louis Jorge, con Geraldine Chaplin nel ruolo di una attrice sul viale del tramonto che si ostina nel voler portare a termine il progetto incompiuto del regista scomparso prematuramente. In Hellhole di Bas Devos la precarietà e il disorientamento di una civiltà sull’orlo dell’abisso, con Alba Rohrwacher ancora una volta nel ruolo di una donna che combatte la sua battaglia quotidiana tra tentazioni di omologazione e irrimediabile devianza.
Nella sezione Forum l’eccellente Erde di Nikolaus Geyrhalter: la terra manipolata, scavata, spostata in tutti i continenti e sotto tutte le forme, uno studio sull’insopprimibile desiderio di mettere sotto controllo le indomabili forze della natura, tra estetica e fini puramente materiali.
