Alla Mostra del Cinema il ritorno della coppia Chazelle-Gosling, questa volta alle prese con il primo sbarco dell’uomo sulla Luna

Ryan Gosling in “The First Man”.
A meno di anno dalle celebrazioni del primo uomo sulla Luna, Damien Chazelle apre le danze con First Man, resoconto della preparazione e dello svolgimento della missione Apollo 11 vissuto attraverso l’esperienza di Neil Armstrong che, a dispetto del titolo del film, viene ritratto più come una macchina che come un essere umano. E se l’intenzione del regista era proprio quella di tratteggiare l’imperturbabilità di un personaggio alle prese con una missione difficile e pericolosa, non poteva scegliere attore migliore di Ryan Gosling, impassibile al limite della mancanza assoluta di espressione. Rimane il dubbio che l’impassibilità non sia invece la semplice immagine esteriore di un trauma vissuto, e che Armstrong abbia accettato la sfida per dare un senso ad una vita altrimenti segnata. Belle la sequenza di apertura in cui Armstrong cerca disperatamente di rientrare nell’atmosfera terrestre e quella dell’allunaggio, più rischioso di quanto non si sapesse. Ancora un film statunitense ma tutt’altra ambientazione per The Mountain di Rick Alverson, una inquietante storia di manipolazioni cerebrali tra business e complicazioni sentimentali.
Nelle Giornate degli autori Hermann Vaske si interroga sull’origine della creatività in Why Are We Creative? The Centipede’s Dilemma, con una serie di interviste soprattutto ad artisti, ma anche politici, girate nell’arco di oltre venti anni: Marina Abramovic, David Bowie, Jim Jarmusch, Emir Kusturica e tanti altri cercano di descrivere da dove nasce il loro desiderio di creare. La giornata particolare di una bodybuilder in Pearl di Elsa Amiel, che si lascia coinvolgere dal fascino di corpi statuari ma bisognosi di continue cure e di essere puntellati, proprio come l’albergo in cui si svolge la competizione di culturismo: donne e uomini muscolosi, virili, truccatissimi e pieni di sé, una salutare confusione di generi e attitudini che pesca abbondantemente dall’estetica glam di altri tempi.
