Noi speriamo che ce la caviamo

di | 20/02/2020

Un minuto di silenzio in onore delle vittime della strage neonazista di Hanau apre la 70a edizione del festival di Berlino, tra ricordi scomodi e fiducia nel futuro (nonostante il covid)

Mariette Rissenbeek e Carlo Chatrian accolgono gli ospiti della serata inaugurale

Mariette Rissenbeek e Carlo Chatrian accolgono gli ospiti della serata inaugurale

Dopo quasi venti anni di direzione Dieter Kosslick lascia la Berlinale e si apre l’éra Chatrian, fresco arrivato dal festival di Locarno. Con questo cambio comincia anche una gestione separata della direzione: accanto al direttore artistico prende funzione Mariette Rissenbeek nel ruolo di direzione esecutiva. A parte la doppia direzione, il cambio di comando non ha portato a grandi novità nella struttura del festival: Chatrian ha soppresso la sezione kulinarisches Kino e ha creato una nuova sezione, Encounters, con l’obiettivo di far incontrare tematiche, linguaggi, culture diverse, esigenza mai così urgente in un festival funestato a poche ore dall’inizio dalla strage razzista di Hanau. E proprio in tema di ideologie criminali, altra notevole novità la ridenominazione del premio dedicato ad Alfred Bauer, fondatore e primo direttore della Berlinale, in Premio della 70a Berlinale, dopo che studi recenti hanno messo in luce il ruolo primario rivestito da Bauer nelle gerarchie naziste.

La selezione vede tra i nomi più in vista Hong Sangsoo, Tsai Ming-Liang, Sally Potter, Philippe Garrel, Abel Ferrara e Christian Petzold, mentre l’Italia è presente nella competizione con due film: Volevo nascondermi di Giorgio Diritti e Favolacce dei fratelli d’Innocenzo, entrambi con interprete principale Elio Germano. La giuria quest’anno è presieduta da Jeremy Irons e vede tra i componenti Bérénice Bejo, Bettina Brokemper, Annemarie Jacir, Kenneth Lonergan, Luca Marinelli e Kleber Mendonça Filho.

E mentre dai paesi circostanti giungono notizie di coprifuochi, limitazioni dei movimenti, chiusure dei luoghi pubblici, mascherine, confinamenti, test e “distanze sociali” qui a Berlino la vita procede come se nulla fosse ed è un piacere vedere tanto movimento mentre si attendono come al solito cinema pieni durante tutto il festival: speriamo solo che le autorità sanitarie sappiano quello che fanno altrimenti sarà un’ecatombe.

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