Nosferatu di Robert Eggers: l’omaggio a Murnau e al cinema come metafora della modernità

di | 05/08/2025

Il fascino e l’orrore per la macchina: per sopravvivere, Dracula è costretto a prendere l’anima della persona amata

Lily-Rose Depp in una scena di Nosferatu di Robert Eggers.

Lily-Rose Depp in una scena di Nosferatu di Robert Eggers.

Nosferatu, il non-morto: nomen-omen, il cinema prende decisamente alla lettera il nome di uno dei personaggi, e delle storie, più longeve della sua storia. A partire dal primo adattamento di Murnau del 1922, non si contano più i rifacimenti e gli adattamenti, alcuni anche in chiave parodistica (Polanski e Brooks), ma il nuovo Nosferatu1 di Robert Eggers si inserisce nella serie degli omaggi alla sinfonia delle tenebre, capolavoro dell’espressionismo, del maestro tedesco. Un altro tedesco di una certa levatura, Werner Herzog, lo aveva fatto con le superstars Isabelle Adjani e Klaus Kinski nel 1979. A trentacinque anni di distanza ci si prova il regista di The Lighthouse2, ancora una volta attratto da queste figure di uomini esclusi dalla società.

Eggers ha dichiarato che il personaggio del vampiro lo ha sempre affascinato e l’idea di un rifacimento del film di Murnau era nell’aria già da almeno una decina di anni. È interessante notare come, nonostante la preparazione del film risalga già all’epoca del suo primo lungometraggio, questa versione debba molto, in termini di atmosfere e scelte estetiche, ai film precedenti, come se fossero stadi successivi di preparazione necessari alla finalizzazione del progetto. Come Herzog fedele quasi alla lettera al modello di partenza, e come Herzog abile nell’aggiornare ritmi e messa in scena, Eggers oscilla agevolmente tra colore e bianco e nero, silenzi e fragore, gotico e razionale.

Come nei suoi film precedenti, il fascino principale di questa opera risiede nel fatto che, nonostante l’abbondanza di scene d’azione e di puro orrore, si è costantemente nella suspence, tra cinema d’autore e blockbuster, soprattutto quando si tratta di introspezione psicologica. Così come nel film di Murnau e nel rifacimento di Herzog, Dracula appare nella maggior parte del film essenzialmente come un mostro disumano, e tale effettivamente è e deve essere. L’effetto di estraneità di questo essere fuori dal mondo viene proprio dal contrasto tra la sua gelida indifferenza e lo scomposto agitarsi di tutti gli esseri umani che cercano di capire con che cosa hanno a che fare e come eliminarlo.

  1. Nosferatu, regìa di Robert Eggers, USA 2024, 132′  
  2. The Lighthouse, regìa di Robert Eggers, USA-Canada 2019, 109′