Sulle tracce dei reduci, dei rifugiati e dei sopravvissuti

di | 14/04/2024

La guerra in ex-Jugoslavia sembrava un evento anomalo in un continente pacificato: molti film del festival di Nyon mettono in guardia dai pericoli di una rimozione dei conflitti e soprattutto delle loro cause

Una scena di The Return of the Projectionist di Orkhan Aghazadeh.

Una scena di The Return of the Projectionist di Orkhan Aghazadeh.

Luogo emblematico del processo di rimozione messo in atto dalle istituzioni e dalla opinione pubblica europee, i Balcani continuano ad essere il crocevia dei migranti che aspirano ad una vita migliore e la memoria ancora viva di guerre fratricide in un continente che sperava di aver chiuso con massacri e genocidi. Nella competizione internazionale The Landscape and the Fury1 di Ilyas Yourish e Shahrokh Bikaran racconta la vicenda di Freshta, giovane donna originaria di una regione remota dell’Afghanistan, che cerca di fare luce sulla morte avvenuta in circostanze misteriose della sorella partita a Kabul per studiare. La giornata si chiude con una nota di speranza e ironia nel cinefilo The Return of the Projectionist2 di Orkhan Aghazadeh che segue le vicissitudini di Samid e Ayaz che, in un piccolo villaggio sperduto dell’Azerbaigian, cercano di rimettere in funzione un proiettore cinematografico per la gioia degli abitanti increduli e divertiti.

Nella sezione Grand Angle il mondo sempre sorprendente dei bambini in Favoriten3 dove Ruth Beckermann segue per un anno i corsi di una scuola elementare del quartiere popolare viennese Favoriten noto per la convivenza di culture ed etnie diverse.

  1. The Landscape and the Fury, titolo originale Landschaft und Wahn, regìa di Nicole Vögele, Svizzera 2024, 138′) di Nicole Vögele è un viaggio quasi psichedelico in una terra che tradizionalmente è sempre stata crocevia di lingue, culture e religioni, che in molte occasioni hanno trovato il modo di convivere. E basta spostarsi di solo poche centinaia di chilometri per ritrovarsi in Ucraina, dove la guerra è una tragica realtà: In Limbo((In Limbo, titolo originale W zawieszeniu, regìa di Alina Maksimenko, Polonia 2024, 71′) di Alina Maksimenko è la cronaca quotidiana di chi vive costantemente sotto i bombardamenti e nel dilemma se partire o restare, con uno stile che evita la retorica. Tra ritratto intimista e impegno politico Kamay((Kamay, regìa di Ilyas Yourish e Shahrokh Bikaran, Afghanistan-Belgio-Germania-Francia 2024, 106′  
  2. The Return of the Projectionist, titolo originale Le Retour du projectionniste, regìa di Orkhan Aghazadeh, Francia-Germania 2024, 87′  
  3. Favoriten, regìa di Ruth Beckermann, Austria 2024, 118′