La guerra in ex-Jugoslavia sembrava un evento anomalo in un continente pacificato: molti film del festival di Nyon mettono in guardia dai pericoli di una rimozione dei conflitti e soprattutto delle loro cause

Una scena di The Return of the Projectionist di Orkhan Aghazadeh.
Luogo emblematico del processo di rimozione messo in atto dalle istituzioni e dalla opinione pubblica europee, i Balcani continuano ad essere il crocevia dei migranti che aspirano ad una vita migliore e la memoria ancora viva di guerre fratricide in un continente che sperava di aver chiuso con massacri e genocidi. Nella competizione internazionale The Landscape and the Fury1 di Ilyas Yourish e Shahrokh Bikaran racconta la vicenda di Freshta, giovane donna originaria di una regione remota dell’Afghanistan, che cerca di fare luce sulla morte avvenuta in circostanze misteriose della sorella partita a Kabul per studiare. La giornata si chiude con una nota di speranza e ironia nel cinefilo The Return of the Projectionist2 di Orkhan Aghazadeh che segue le vicissitudini di Samid e Ayaz che, in un piccolo villaggio sperduto dell’Azerbaigian, cercano di rimettere in funzione un proiettore cinematografico per la gioia degli abitanti increduli e divertiti.
Nella sezione Grand Angle il mondo sempre sorprendente dei bambini in Favoriten3 dove Ruth Beckermann segue per un anno i corsi di una scuola elementare del quartiere popolare viennese Favoriten noto per la convivenza di culture ed etnie diverse.
- The Landscape and the Fury, titolo originale Landschaft und Wahn, regìa di Nicole Vögele, Svizzera 2024, 138′) di Nicole Vögele è un viaggio quasi psichedelico in una terra che tradizionalmente è sempre stata crocevia di lingue, culture e religioni, che in molte occasioni hanno trovato il modo di convivere. E basta spostarsi di solo poche centinaia di chilometri per ritrovarsi in Ucraina, dove la guerra è una tragica realtà: In Limbo((In Limbo, titolo originale W zawieszeniu, regìa di Alina Maksimenko, Polonia 2024, 71′) di Alina Maksimenko è la cronaca quotidiana di chi vive costantemente sotto i bombardamenti e nel dilemma se partire o restare, con uno stile che evita la retorica. Tra ritratto intimista e impegno politico Kamay((Kamay, regìa di Ilyas Yourish e Shahrokh Bikaran, Afghanistan-Belgio-Germania-Francia 2024, 106′
- The Return of the Projectionist, titolo originale Le Retour du projectionniste, regìa di Orkhan Aghazadeh, Francia-Germania 2024, 87′
- Favoriten, regìa di Ruth Beckermann, Austria 2024, 118′
