Figli di un dio minorenne

di | 22/05/2017

L’impotenza della razionalità e della scienza di fronte all’assurdità della natura nel nuovo film di Lanthimos

Una scena di "The Killing Of A Sacred Deer"

Una scena di “The Killing Of A Sacred Deer”.

Una lunga sequenza durante un intervento a cuore aperto: non si tratta solo di un prologo, il cui significato sarà chiaro solo alla metà del film, ma anche di una dichiarazione di intenti. C’è una logica sottostante agli eventi dell’universo? Le spesso assurde e inspiegabili vicende umane sono regolate da leggi o principii? Come dice Matt Johnson in True Happiness This Way Lies1, perché Dio (o la natura) ci ha dotati di sentimenti che non possono essere pienamente gratificati? In questa lunga sequenza iniziale programmaticamente la logica e il raziocinio sono rappresentati dai freddi ferri operatori mentre le passioni e l’insopprimibile umano bisogno di comprendere dal cuore pulsante. La vicenda rappresentata è emblematica di quanto sia spesso illusorio pensare che le responsabilità personali discendano essenzialmente da scelte individuali, mentre eventi imprevisti o non programmati siano solo il frutto di avvenimenti fortuiti. Per questo motivo ogni tentativo di attribuire il corso degli eventi ad un Dio o ad una natura alla quale, pure a più di centocinquanta anni da L’origine delle specie2, ci ostiniamo ad attribuire moventi morali, è destinato a fallire. L’inganno nasce anche dal fatto che l’universo si lascia (o sembra lasciarsi) descrivere da formule matematiche3 4 5), si lascia modellizzare da leggi rigorosamente logiche, come questo film che traduce fatti palesemente disordinati e incoerenti in immagini sempre molto controllate e li inquadra in una struttura regolare. Per evidenziare il carattere indifferente e l’intrinseca assurdità della natura Lanthimos predilige le inquadrature dall’alto, le panoramiche, uno sguardo neutro ma come di un’entità cosciente. Il culmine è nella sequenza in cui il piccolo Bob giace riverso a terra, una visione dall’alto piena di elementi geometrici e superfici fredde. È lo sguardo di Dio, che osserva tutto e tutti dall’alto e da lì dirige gli eventi? Oppure è lo sguardo freddo e oggettivo della scienza, per una vicenda che si svolge quasi interamente entro le mura fredde, geometriche e indifferenti di un ospedale? Potrebbe allora essere lo sguardo di Martin, vuoto e indifferente, tanto più irritante ed esasperante quanto più lo si scopre potente, e per di più di cose terrificanti. Come dice David Byrne in The Facts of Life 6 forse la spiegazione è in un dio adolescente che vive alla giornata e non ha un vero piano generale.

Ma per quanto sciatto è pur sempre un dio e a un dio si fanno offerte e sacrifici: la prima offerta è un orologio, simulacro meccanico di un cuore che ormai non batte più, simbolo del tempo che scorre verso il giudizio finale. E in sacrificio ovviamente si offre la giovane vergine.

Il film raggiunge pienamente il suo scopo nel momento in cui rende accettabile e quasi necessaria l’idea chiaramente irrealistica che qualcuno possa modificare il corso degli eventi a proprio piacimento, insomma che le maledizioni esistano davvero. Il contesto razionale, la messa in scena da film puramente drammatico che rifugge ogni scappatoia del genere horror, i dialoghi serrati catturano lo spettatore, che ben presto diventa inerme come le vittime del sacrificio finale. E il motivo di tanta desolazione e disperazione è suggerito dall’immensa solitudine che circonda tutti i personaggi, e gli ambienti nei quali si svolgono i loro drammi.

  1. The The Dusk Sony Records 1993.  
  2. Charles Darwin On the Origin of Species 1a ed. 1859.  
  3. “Tutto è disposto secondo numeri e forme matematiche”, frase attribuita a Pitagora di Samo (VI-V sec. a.C.).  
  4. “L’universo è scritto in lingua matematica e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile intenderne umanamente parole; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto”, Galileo Galilei Il Saggiatore 1a ed. 1623.  
  5. Paul Wigner La irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali Adelphi Milano 2017 (The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Sciences Communications on Pure and Applied Mathematics (1960) 13: 1–14  
  6. Talking Heads Naked Warner Bros 1988.