Belle intepretazioni nei primi film in concorso alla Berlinale 2018

Ana Brun in “Las Herederas” di Marcelo Martinessi
Due donne in coppia, non più giovanissime, che per sbarcare il lunario vendono mobili e suppellettili della vecchia casa in cui abitano: Marcelo Martinessi con il suo bel film “Las Herederas” indaga sulla difficoltà di uscire dal tran tran di una vita ordinaria e di scoprire ed esplorare i propri desideri. Tra farsa e tragedia grottesca David e Nathan Zellner in “Damsel” insinuano il dubbio che invece che coraggiosi e intrepidi idealisti i tanto celebrati eroi del vecchio West non siano altro che dei disadattati, e neanche tanto intelligenti. Nell’Irlanda del 1847 l’oscurità delle case, dei paesaggi devastati dalle carestie, e soprattutto dell’anima umana in “Black 47” di Lance Daly, dove la vendetta per i torti subiti da reazione istintiva diventa ossessione.
Nella sezione Berlinale Special gli ultimi mesi di vita di Oscar Wilde in “The Happy Prince” interpretato e diretto da Rupert Everett.
Nella sezione Forum il mito di John McEnroe analizzato fin nei minimi dettagli in “L’empire de la perfection” del cineasta e istruttore di tennis Julien Faraut.
