Berlinale 2018: il mondo salvato da un bambino (e il suo cane)

di | 15/02/2018

Si apre il 68o Festival del Cinema di Berlino, con un film che è un inno alla bellezza, e all’impegno e dedizione che richiede

Una scena di "Isle of Dogs" di Wes Anderson.

Una scena di “Isle of Dogs” di Wes Anderson.

L’ormai habitué dei film di apertura della Berlinale Wes Anderson apre la 68a edizione, l’ultima presieduta da Dieter Kosslick, con “Isle of Dogs”, film di animazione a passo 1 in cui dimostra una estrema attenzione non solo ai dettagli delle singole immagini e sequenze ma soprattutto all’opera complessiva: la perfetta sintonia tra i vari personaggi (nella maggior parte animali) e le voci, per le quali sembra che tutta la Hollywood che conta si sia affollata per partecipare (ci sono proprio tutti: dal “solito” Bill Murray a Tilda Swinton), il ritmo incalzante della musica, la fotografia ambiguamente realistica, il ritmo oscillante tra avventura, thriller politico-ecologico e sentimentalismo.

La giuria di quest’anno, presieduta da Tom Tykwer, è composta dall’attrice belga Cécile de France, dal fotografo Chema Prado, dalla produttrice Adele Romanski, dal noto compositore e musicista Ryuichi Sakamoto e dal critico Stephanie Zacharek.

L’orso d’oro alla carriera 2018 sarà assegnato a Willem Dafoe.

Tra i nomi più noti della selezione ufficiale Gus Van Sant e Lav Diaz, fresco del leone d’oro a Venezia e Steven Soderbergh che si presenta con un film fuori concorso, mentre c’è attesa per il ritorno di Christian Petzold, Małgorzata Szumowska e di Aleksei Alekseivich German. Unico film italiano in concorso “Figlia mia” di Laura Bispuri con Valeria Golino e Alba Rohrwacher.

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