Il difficile diventare grandi nella aperta ed emancipata società del nord Europa

di | 19/02/2025

Il passaggio all’età adulta di una adolescente che apparentemente ha tutto, tranne che qualcuno con cui confidarsi

Ella Øverbye e Selome Emnetu in una scena di Dreams di Dag Johan Haugerud.

Ella Øverbye e Selome Emnetu in una scena di Dreams di Dag Johan Haugerud.

La cronologia della trilogia di Haugerud non è banale perché i tre film sono usciti in Norvegia in un ordine differente da quello in cui sono stati presentati nei vari festival. Per cui Dreams1, l’ultimo nella serie dei festival, è in realtà il secondo capitolo della trilogia cominciata con Sex2 e proseguita con Love3, e secondo lo stesso Haugerud va pensato come tale… In ogni caso Dreams è sotto certi aspetti la sintesi dei film precedenti, e al tempo stesso propone una riflessione su sentimenti e vincoli sociali inaspettata. Il tocco lieve al quale ci siamo abituati di Haugerud fa da efficace contraltare alla tempesta affettiva che sconvolge l’adolescente Johanne.

Haugerud indulge in una ambientazione ovattata, che mostra Johanne nella sua camera ancora come una bambina circondata da animaletti di pelouche, o quasi fiabesca quando Johanne va dalla sua insegnante di francese con la quale si è sviluppata una autentica passione amorosa, si direbbe proprio il sogno a cui allude il titolo. Per poi utilizzare invece colori più freddi ed ambienti più geometrici quando è il turno della madre e della nonna di Johanne che si preoccupano di riportare la giovane alla realtà, con le responsabilità che questa comporta. E il prezzo di questa responsabilità: le due donne mature fanno i conti con i sogni non realizzati della loro giovinezza, un bilancio che non sembra addolcirsi con l’età.

Lo studio dello psicologo è quindi una via di mezzo tra i due: geometrico e razionale, è comunque invaso da una intensa luce, mentre l’agitazione che si indovina dietro i vetri della finestra materializzano l’altro parametro della scelta di vita da fare: le aspettative della società, ed i ruoli che si è più o meno consapevolmente o volontariamente obbligati a giocare. Ma probabilmente l’aspetto più particolare di questo film è la sua struttura in comparti sostanzialmente stagni: Johanne sembra non avere vere amiche, ed ogni personaggio con cui si confida costituisce un mondo a sè, separato dagli altri. Forse il rovescio del sogno dei paesi nordici di una vita indipendente?

  1. Drømmer, regìa di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024, 110′.  
  2. Sex, regìa di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024, 118′.  
  3. Kjærlighet, regìa di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024, 120′.