Tra software generativi, deliri psichedelici e poesia pura, alla Berlinale le tante facce del cinema contemporaneo

di | 21/02/2025

“Vecchio” di centotrenta anni, il cinema appare sempre in ottima salute, nonostante e malgrado i tanto deplorati streaming, software generativi e onnipresenza su smartphones e associati

Una immagine di Punku di J.D. Fernández Molero.

Una immagine di Punku di J.D. Fernández Molero.

Per chi scrive, Forum è sempre stata la sezione della Berlinale più stimolante e che riserva sempre molte belle sorprese. E What’s Next?1 di Cao Yiwen è decisamente sorprendente, tanto che alla proiezione per la stampa è stato forse stabilito il record mondiale di velocità di uscita: una giornalista è uscita dopo neanche un minuto di proiezione. Chi è rimasto invece qualche volta si è lasciato sfuggire una risatina o un commento, ma è indubbio che 72 minuti di immagini prodotte da software generativi (volgarmente e impropriamente detta intelligenza artificiale) possono mettere a dura prova la pazienza dei cinefili più accaniti. Ma più che di fronte ad un film bisogna pensare a questa opera come ad una installazione, nella quale bisogna a poco a poco entrare e lasciarsi trasportare. Ci si può chiedere come la giudicheremo tra solo pochi anni, quando probabilmente questi softwares avranno raggiunto dei livelli di sofisticazione oggi inimmaginabili, ma di certo ha il merito di sintetizzare non poche domande sulla liceità, artistica prima ancora che giuridica, di utilizzare questi strumenti, e soprattutto se tutto questo si possa ancora chiamare “arte”.

In tutt’altro regime When Lightning Flashes Over the Sea2 di Eva Neymann, una poetica elegia per un mondo che, almeno per il momento, sembra perduto per sempre: un mondo in cui i bambini hanno ancora il diritto di vivere serenamente, e crescere in una comunità in cui la prima regola è il rispetto. Struggente, meticoloso nel seguire i protagonisti ma soprattutto rispettoso di tutti, è il film che secondo chi scrive meglio interpreta e cerca di decifrare il significato (assurdo) delle tante guerre che, a partire dall’Ucraina, ancora dilagano in tutto il pianeta.

Ancora cinema sudamericano, che non finisce di stupire per la ricchezza e la dinamicità delle produzioni: Punku3 di J.D. Fernández Molero è tante cose, o meglio tanti film insieme: digitale, pellicola, documentario etnografico, film di denuncia, fantastico, commedia, dramma. Un bambino che si era perso per due anni nella foresta tropicale viene ritrovato ma il reinserimento nella cosiddetta “civiltà” è a dir poco problematico. Cosa, o chi, ha visto nella foresta? Perché la chiave del mistero sta nella visione, che può aprire porte, e ovviamente non è un caso che il titolo in quechua vuol dire porta…

  1. What’s Next?, regìa di Cao Yiwen, Hongkong-Cina, 2025, 72′.  
  2. When Lightning Flashes Over the Sea, regìa di Eva Neymann, Germania-Ucraina 2025, 124′.  
  3. Punku, regìa di J.D. Fernández Molero, Perù-Spagna 2025, 132‘.