Il paradosso dell’amore pudico e liberato di Dag Johan Haugerud

di | 20/04/2025

Il romanticismo ormai è fuori moda: meglio parlare di musica, danza, architettura

Andrea Bræin Hovig e Tayo Cittadella Jacobsen in una scena di Love di Dag Johan Haugerud.

Andrea Bræin Hovig e Tayo Cittadella Jacobsen in una scena di Love di Dag Johan Haugerud.

Nel secondo capitolo della trilogia cominciata con Sex1 e terminata con Dreams2, Dag Johan Haugerud affronta in Love3 un tema delicato, quello del dilemma tra libertà e fedeltà in amore, con un tocco leggero ma non superficiale: tanti dialoghi, con qualche piccola tensione giusto nel primo incontro tra Marianne e Ole, recentemente separato con figli, e molte panoramiche che distendono ulteriormente una trama narrativa fluida.

Probabilmente per dare spessore ad una narrazione volutamente placida, Haugerud inserisce riferimenti ad altre arti come l’architettura e la musica. In tempi in cui il sesso e la pornografia dilagano soprattutto su internet, sembra quasi inappropriato se non ridicolo parlare di romanticismo: l’architettura e le statue che ornano edifici e piazze di Oslo permettono quindi un viaggio in un altro mondo, un’altra epoca in cui invece l’amore romantico era un argomento serio, tanto da dare il nome ad una corrente letteraria. E probabilmente non è un caso che un autore nordico, e quindi almeno secondo la percezione delle culture mediterranee disinibito in fatto di sesso e amore, come Haugerud senta il bisogno di instaurare una distanza tra un concetto così “passionale” ed i suoi personaggi così disinibiti. Salvo poi sublimare la corporalità ed il romanticismo nella sequenza finale, dove vediamo la donna percorrere le scale per salire sul tetto del municipio, metafora della soddisfazione sessuale, dove dei musicisti suonano un brano dalla melodia e dal ritmo sinuosi manipolando lascivamente i loro strumenti.

  1. , titolo originale , regìa di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024, 120′  
  2. , titolo originale , regìa di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024, 120′  
  3. Love, titolo originale Kjærlighet, regìa di Dag Johan Haugerud, Norvegia 2024, 120′