Molti nomi importanti e grande attesa da parte di pubblico e critica dopo la trionfale edizione 2018

Kore-eda Hirokazu, Catherine Deneuve e Juliette Binoche alla cerimonia di apertura della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Dopo l’exploit dell’anno scorso è difficile aspettarsi una selezione altrettanto ricca in qualità e quantità ma vedremo presto se Alberto Barbera ha avuto fiuto anche quest’anno. Intanto c’era molta attesa per il film di apertura La verité di Kore-eda Hirokazu, un film girato in Francia con le superstars Catherine Deneuve, Juliette Binoche e Ethan Hawke, un bel gioco ad incastri di finzione nella finzione, come il titolo lascia presagire. E nella selezione ufficiale quest’anno sono ben sei i film di registi italiani, di cui quattro in concorso: Il sindaco del rione Sanità di Mario Martone (presente in concorso anche l’anno scorso), Martin Eden di Pietro Marcello, Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco, mentre fuori concorso sono stati selezionati Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino e per il film di chiusura The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi. Tra gli altri nomi noti Roman Polanski che traspone Zola e il suo J’accuse e Roy Andresson con About Endlessness mentre ritorna, dopo La villa, anche Robert Guédiguian con Gloria Mundi. Todd Phillips, all’esordio nella regìa, si cimenta nella serie di Batman con Joker, interpretato da Joaquin Phoenix. Atteso ritorno anche per Costa-Gavras che conferma il suo cinema d’impegno con un film sul disastroso tentativo del ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis di evitare le draconiane misure di austerità della Commissione Europea, Adults in the Room, mentre Steven Soderbergh si interessa anche lui ai terribili meccanismi della finanza internazionale con The Laundromat interpretato tra gli altri da Meryl Streep.
La giuria quest’anno è presieduta da Lucrecia Martel ed è composta da Stacy Martin, Mary Harron, Piers Handling, Rodrigo Prieto, Shinya Tsukamoto e da Paolo Virzì.
