La chitarra tzigana di Django

di | 09/02/2017

Gloria e tragedia del leggendario chitarrista nel film di apertura della Berlinale 2017

Beata Palya, Bim Bam Merstein, Reda Kateb in "Django"

Beata Palya, Bim Bam Merstein e Reda Kateb in “Django”.

In un seguito ideale con il tema della scorsa edizione, i migranti, il 67mo festival del cinema di Berlino si apre con un film dedicato ad uno zingaro: Django Reinhardt, chitarrista e compositore tra i più influenti nella musica jazz del ‘900. Etienne Comar, al suo esordio nella regia dopo una lunga esperienza come produttore e sceneggiatore (tra i titoli più noti “Uomini di Dio”, “La cuoca del presidente” e “Mon roi – Il mio re”), si concentra sugli anni della seconda guerra mondiale e alterna i toni caldi delle scene musicali alle fredde atmosfere di una Parigi occupata dai nazisti come contrappunto alla musica di Reinhardt, dolce ed estatico frutto di esperienze di vita amare.

La giuria, presieduta dal regista Paul Verhoeven, quest’anno è composta dalla produttrice tunisina Dora Bouchoucha Fourati (tra i film da lei prodotti “Hedi” di Mohamed Ben Attia, in concorso alla scorsa edizione della Berlinale dove ha vinto il premio per la migliore opera prima e quello per la migliore interpretazione maschile), dall’artista islandese Olafur Eliasson, dalle attrici Maggie Gyllenhaal e Julia Jentsch, dal regista messicano Diego Luna e dallo sceneggiatore cinese Wang Quan’an.

C’è attesa per “T2 Trainspotting” di Danny Boyle, e per i nuovi film di Agnieszka Holland, Aki Kaurismäki, Hong Sangsoo, Volker Schlöndorff, Alex de la Iglesia e Călin Peter Netzer, che ritorna nella selezione ufficiale dopo aver vinto l’orso d’oro nel 2013 con “Posiția copilului”.