A Berlino arrivano Richard Gere con un bel dramma dagli sviluppi inattesi e Danny Boyle per il sequel di “Trainspotting”

Jonny Lee Miller, Ewan McGregor e Ewen Bremner in “T2 Trainspotting” di Danny Boyle
Primo film in competizione l’ungherese “Testről és lélekről” (“Anima e corpo”) di Ildikó Enyedi, che con un accuratissimo lavoro sulle luci e sulla composizione delle immagini indaga la complementarità nelle relazioni affettive. “The Dinner” di Oren Moverman, perfetto nei ritmi e che si avvale delle stars Richard Gere e Steve Coogan, è uno spietato ritratto di famiglia negli Stati Uniti delle scelte irrevocabili e dei cosiddetti “social media“, sempre più asociali e disumanizzanti. Nella selezione ufficiale ma fuori competizione, Danny Boyle torna venti anni dopo con “T2 Trainspotting” per vedere che fine ha fatto la banda di sballati e teneri outsiders della Edimburgo underground.
Nella sezione Panorama il cinese “Ciao Ciao” di Song Chuan, bel ritratto di una giovane donna costretta a tornare a vivere in campagna dopo aver conosciuto l’ebbrezza della vita in città. In “Hostages” di Rezo Gigineishvili la storia vera del fallimentare dirottamento di un volo da Tiblisi alla Turchia di un gruppo di giovani “ostaggi” dell’Unione Sovietica. Ennesima variazione sul tema delle crisi di coppia e delle relazioni genitori-figli in “Como nossos pais” (“Come i nostri genitori”) di Laís Bodanzky.
Nella sezione Forum in “Spell Reel”, documentario di Filipa César, il recupero delle immagini della lotta per l’indipendenza negli archivi cinematografici della Guinea-Bissau diventa il recupero dell’identità e dignità di un popolo.
