Le stelle di Hollywood illuminano Berlino

di | 06/02/2014

Parata di divi hollywoodiani sul tappeto rosso del Berlinale Palast per l’apertura del Festival Internazionale del cinema di Berlino

Berlinale2014opening

Il cast di “The Grand Budapest Hotel” sul red carpet

Un clima insolitamente mite, vista la stagione, saluta l’inizio della 64a Berlinale che si apre con “The Grand Budapest Hotel”, il nuovo atteso film di Wes Anderson, fuori concorso nella selezione ufficiale, con un Ralph Fiennes in gran forma affiancato da fuoriclasse del calibro di Bill Murray, F. Murray Abraham e Adrien Brody. Apre invece la competizione “’71”, drammatico e teso film d’esordio del franco-britannico Yann Demange, una giornata nella vita di un soldato inglese (Jack O’Connell) nell’inferno della Belfast degli anni più sanguinosi. Inaugura la serie dei quattro film tedeschi in concorso “Jack” di Edward Pecker, toccante e a tratti scioccante storia di una madre assente e dei suoi bambini che se la devono cavare da soli. Si svolge invece sul caldo confine tra USA e Messico “La voie dell’ennemi” di Rachid Bouchareb, remake di “Deux hommes dans la ville” di José Giovanni, con un inquietante Forest Whitacker nei panni di un omicida in libertà condizionata che lotta per una impossibile redenzione, mentre Harvey Keitel continua a essere un cattivo tenente. Secondo film fuori concorso “The Monuments Men”, di e con George Clooney, ispirato al recupero delle opere d’arte trafugate nei territori occupati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Nel cast anche Bill Murray, Matt Damon e John Goodman.

Nelle sezioni collaterali in evidenza il cinema orientale: si comincia con il vietnamita “Nuoc” di Nguyen-Vo Nghiem-Minh, riflessione insolita e di grande impatto visivo sul ruolo ambivalente dell’acqua, elemento necessario alla vita ma che può facilmente diventare ostile, proprio come i sentimenti dei protagonisti del film. Coprodotto da Brillante Mendoza, “Unfriend” del filippino Joselito Altarejos si ispira ad una tragica storia vera per indagare sul rapporto tra social media, onnipresenza delle immagini e sentimenti. Il giovanissimo regista Zhou Hao si è invece ispirato a Wong Kar-wai per il suo “Ye”, film d’esordio realizzato in meno di un mese a costo zero e con pochissimi mezzi nell’ambito di una scuola di cinema che sorprende per la qualità della messa in scena, della recitazione e la bellezza delle immagini.

Il jingle della Berlinale è decisamente suggestivo ma dopo qualche anno forse è il caso di cambiarlo.