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Archivi tag: Ramon Zürcher

Sulle tracce delle sfuggenti leggi delle meccaniche relazionali

di Davide Caforio | 25/01/2025
Una immagine dal film Reise der Schatten di Yves Netzhammer.

Dai rapporti di coppia agli affari di famiglia alle guerre etniche ci si interroga sui motivi e sulla natura della violenza che sembra regolare molte delle dinamiche sociali

Categoria: cinema Tag: 60. Giornate di Soletta, 60. Solothurner Filmtage, Alpha, Avant il n'y avait rien, Claude Barras, Der Spatz im Kamin, Jan-Willem van Ewijk, Nicole Vögele, Peter Liechti, Pia Marais, Ramon Zürcher, Reise der Schatten, Sauvages, The Landscape and the Fury, Transamazonia, Yvann Yagchi, Yves Netzhammer

A Locarno Wang Bing ed i suoi teneri e disperati giovani cinesi del terribile miracolo economico

di Davide Caforio | 12/08/2024
Una immagine di Holy Electricity di Tato Kotetishvili.

Giornate di salutari escursioni tra stili, tematiche e estetiche radicalmente differenti

Categoria: cinema Tag: Adele Tulli, Cent mille milliards, Der Spatz im Kamin, Fario, Fogo do vento, Foul Evil Deeds, Green Line, Holy Electricity, Kouté Vwa, locarno 2024, Locarno Festival 77, Lucie Prost, Marta Mateus, Maxime Jean-Baptiste, Qing Chun (Ku), Ramon Zürcher, Real, Richard Hunter, Sylvie Ballyot, Tato Kotetishvili, Virgil Vernier, Wang Bing

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La collaborazione BASE (Baryon Antibaryon Symmetry Experiment) ha reso noti i risultati del confronto al momento più preciso tra le proprietà della materia e quelle dell'antimateria. Nella teoria ad oggi più accreditata, il Modello Standard, la cosiddetta simmetria CPT (Charge, Parity and Time reversal symmetry) stabilisce che le proprietà fondamentali delle particelle dovrebbero essere uguali e in parte opposte a quelle delle relative antiparticelle, e di conseguenza qualunque osservazione di differenza tra la massa, la carica, la vita media o i momenti magnetici di materia ed antimateria possono aiutare a comprendere perché nel nostro universo c'è più materia che antimateria. In un articolo apparso su Nature (A 16-parts-per-trillion measurement of the antiproton-to-proton charge–mass ratio, M.J. Borchert et al., Nature 601, pages 53–57 [2022]), dopo un anno e mezzo di misure svoltesi al CERN (European Organization for Nuclear Research, https://home.cern/) tra dicembre 2017 e maggio 2019 la collaborazione ha stabilito che il rapporto tra la carica e la massa di protoni ed antiprotoni differisce solo per una incertezza sperimentale di 16 parti su mille miliardi, ottenendo un risultato quattro volte più preciso delle misure precedenti effettuate nel 2015. Questo risultato pone stretti vincoli su possibili violazioni della cosiddetta invarianza CPT.

Gli antiprotoni e gli ioni di idrogeno negativi utilizzati per effettuare le misure sono stati confinati in una trappola di Penning, un dispositivo per immagazzinare particelle elettricamente cariche tramite un campo magnetico assiale omogeneo per confinare le particelle radialmente ed un campo elettrico di quadrupolo, quindi spazialmente disomogeneo, per confinare le particelle assialmente. Particelle ed antiparticelle seguono traiettorie circolari la cui frequenza varia con l'intensità del campo magnetico ed il rapporto tra la carica e la massa della particella. Iniettando nella trappola alternativamente antiprotoni e ioni idrogeno, è stato possibile effettuare le misure di frequenza (frequenze di ciclotrone) nelle stesse condizioni. Il risultato dimostra che il Modello Standard rispetta l'invarianza CPT ad una scala di energie pari a 1.96×10–27 GeV con il 68% di confidenza.

I dati raccolti sono stati utilizzati anche per testare il principio di equivalenza, secondo il quale oggetti differenti posti nello stesso campo gravitazionale subiscono la stessa accelerazione. Qualunque differenza tra protoni ed antiprotoni nell'interazione gravitazionale si manifesterebbe in una differenza nelle frequenze di ciclotrone. Sfruttando le variazioni del campo gravitazionale dovuto al movimento della Terra intorno al Sole, la collaborazione ha posto un limite all'intensità delle interazioni gravitazionali sull'antimateria anomale ad un valore inferiore a 1.8×10–7.

I programmi futuri prevedono una versione migliorata dell'esperimento utilizzando campi magnetici più potenti, stabili ed omogenei, e la possibilità di effettuare le misure non più sulla Terra ma in un laboratorio orbitante nello spazio, in un ambiente più libero da disturbi e interferenze.

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