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Archivi tag: Testről és lélekről

L’altra faccia (quella buona) dell’Europa

di Davide Caforio | 18/02/2017
Ildikó Enyedi durante la cerimonia di premiazione

Anche quest’anno Europa protagonista alla cerimonia di premiazione, mentre grande assente è il cinema orientale, con l’eccezione di Hong Sangsoo

Categoria: cinema Tag: "Félicité, Agnieszka Holland, Aki Kaurismäki, Alain Gomis, Ana mon amour, Bamui haebyun-eoseo honja, Berlinale 2017, Calin Peter Netzer, Dana Bunescu, Georg Friedrich, Gonzalo Maza, Helle Nächte, Hong Sangsoo, Ildikó Enyedi, Julia Murat, Kim Minhee, Mary Jirmanus Saba, orso d’oro, Pendular, Pokot, Sebastián Lelio, Shu'our akbar min el hob, Testről és lélekről, Thomas Arslan, Toivon tuolla puolen, Una mujer fantástica

Nel trip senza fine degli eterni ragazzi di Trainspotting

di Davide Caforio | 10/02/2017

A Berlino arrivano Richard Gere con un bel dramma dagli sviluppi inattesi e Danny Boyle per il sequel di “Trainspotting”

Categoria: cinema Tag: Berlinale 2017, Ciao Ciao, Como nossos pais, Danny Boyle, Ewan McGregor, Filipa César, Hostages, Ildikó Enyedi, Laís Bodanzky, Oren Moverman, Rezo Gigineishvil, Richard Gere, Song Chuan, Spell Reel, Steve Coogan, T2 Trainspotting, Testről és lélekről, The Dinner

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La collaborazione BASE (Baryon Antibaryon Symmetry Experiment) ha reso noti i risultati del confronto al momento più preciso tra le proprietà della materia e quelle dell'antimateria. Nella teoria ad oggi più accreditata, il Modello Standard, la cosiddetta simmetria CPT (Charge, Parity and Time reversal symmetry) stabilisce che le proprietà fondamentali delle particelle dovrebbero essere uguali e in parte opposte a quelle delle relative antiparticelle, e di conseguenza qualunque osservazione di differenza tra la massa, la carica, la vita media o i momenti magnetici di materia ed antimateria possono aiutare a comprendere perché nel nostro universo c'è più materia che antimateria. In un articolo apparso su Nature (A 16-parts-per-trillion measurement of the antiproton-to-proton charge–mass ratio, M.J. Borchert et al., Nature 601, pages 53–57 [2022]), dopo un anno e mezzo di misure svoltesi al CERN (European Organization for Nuclear Research, https://home.cern/) tra dicembre 2017 e maggio 2019 la collaborazione ha stabilito che il rapporto tra la carica e la massa di protoni ed antiprotoni differisce solo per una incertezza sperimentale di 16 parti su mille miliardi, ottenendo un risultato quattro volte più preciso delle misure precedenti effettuate nel 2015. Questo risultato pone stretti vincoli su possibili violazioni della cosiddetta invarianza CPT.

Gli antiprotoni e gli ioni di idrogeno negativi utilizzati per effettuare le misure sono stati confinati in una trappola di Penning, un dispositivo per immagazzinare particelle elettricamente cariche tramite un campo magnetico assiale omogeneo per confinare le particelle radialmente ed un campo elettrico di quadrupolo, quindi spazialmente disomogeneo, per confinare le particelle assialmente. Particelle ed antiparticelle seguono traiettorie circolari la cui frequenza varia con l'intensità del campo magnetico ed il rapporto tra la carica e la massa della particella. Iniettando nella trappola alternativamente antiprotoni e ioni idrogeno, è stato possibile effettuare le misure di frequenza (frequenze di ciclotrone) nelle stesse condizioni. Il risultato dimostra che il Modello Standard rispetta l'invarianza CPT ad una scala di energie pari a 1.96×10–27 GeV con il 68% di confidenza.

I dati raccolti sono stati utilizzati anche per testare il principio di equivalenza, secondo il quale oggetti differenti posti nello stesso campo gravitazionale subiscono la stessa accelerazione. Qualunque differenza tra protoni ed antiprotoni nell'interazione gravitazionale si manifesterebbe in una differenza nelle frequenze di ciclotrone. Sfruttando le variazioni del campo gravitazionale dovuto al movimento della Terra intorno al Sole, la collaborazione ha posto un limite all'intensità delle interazioni gravitazionali sull'antimateria anomale ad un valore inferiore a 1.8×10–7.

I programmi futuri prevedono una versione migliorata dell'esperimento utilizzando campi magnetici più potenti, stabili ed omogenei, e la possibilità di effettuare le misure non più sulla Terra ma in un laboratorio orbitante nello spazio, in un ambiente più libero da disturbi e interferenze.

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