L’odissea nello spazio dell’astronomo e, malgrado lui, filosofo Karl

di | 08/04/2025

La singolare condizione dell’uomo tra razionalità e insondabile avventatezza

Una immagine di Little, Big, and Far di Jem Cohen.

Una immagine di Little, Big, and Far di Jem Cohen.

Guardare il cielo per comprendere meglio la terra. Tra l’infinitamente grande, e lontano, del cosmo e l’infinitamente piccolo delle particelle elementari, in Little, Big, and Far1 di Jem Cohen il posto dell’uomo nell’universo non è solo una questione matematica, di ordini di grandezza, ma anche, e soprattutto, di ordine morale. Tra le luci soffuse di un laboratorio di biologia e quelle del museo di astronomia dove lavora Karl, tutto induce alla riflessione e alla riconsiderazione dell’utilità e dell’efficacia della ricerca scientifica, ma non è abbastanza perché presto la nostra guida sente il bisogno di un luogo sperduto dove la luce artificiale è inesistente, per riconnettersi al cielo stellato. È il ricorrente dilemma del cosiddetto progresso: da un lato il bisogno innato di soddisfare la curiosità, di andare oltre, dall’altro la presa di coscienza che ogni avanzamento si trasforma quasi sempre in un nuovo problema da risolvere: sociale, economico, ambientale. Le luci di una città possono essere benissimo delle stelle, come peraltro dice il nipote di Karl quando vede la terra di notte da un aereo, e pensa di trovarsi oltre le stelle.

L’astronomo Karl ha qualcosa di ieratico nel suo aspetto: non si tratta solo dell’età avanzata, ma il modo di parlare o semplicemente di muoversi ne fanno un personaggio da mito arcaico piuttosto che uno scienziato. Poche sono le immagini che mostrano strumenti di ricerca scientifica all’avanguardia, a vantaggio di qualche carrellata sulle suggestive bacheche d’altri tempi nella penombra del museo di astronomia, e soprattutto dei paesaggi naturali nei quali Karl si aggira alla ricerca di un cielo terso e privo di inquinamento luminoso. Un oceano lo divide dalla moglie, scienziata anche lei anche se in un ambito completamente diverso, e la solitudine dell’isola greca nella quale finalmente trova il suo posto di osservazione ideale è perfetto, al limite dell’abusato, per riflettere sul senso della propria esistenza e sul destino dell’esistenza dell’umanità.

  1. Little, Big, and Far, regìa di Jem Cohen, Austria-USA 2024, 122′