Le imponenti e oscure torri di guardia di Elon Musk

di | 05/04/2025

Sempre più indizi sembrano indicare che la grande macchina del progresso è ormai fuori controllo

Una immagine da Shifting Baselines di Julien Elie.

Una immagine da Shifting Baselines di Julien Elie.

Sono decisamente passati i tempi in cui i candidi e slanciati razzi Saturn si elevavano dalla base di Cape Canaveral e folle di appassionati si accalcavano sulle spiagge della Florida per assistere ai lanci. Oggi la flotta di micro satelliti Starlink di Elon Musk raggiunge lo spazio con dei razzi scuri, a volte proprio neri, che assomigliano più a delle torri di fortezze che a dei vettori spaziali, e le basi di lancio più a delle installazioni militari che a centri di ricerca scientifica. Certo, in Shifitng Baselines1 Julien Elie calca la mano sui contrasti ed i riflessi metallici degli ordigni, ma di certo le folle di spettatori sono scomparse e al loro posto ci sono piccole comitive che seguono in fila ordinata le visite guidate, ed un personaggio quanto meno stravagante che si porta dietro un carretto equipaggiato con i gadgets tecnologici più avanzati per seguire in diretta i lanci.

Come lo suggerisce il titolo, molte cose sono cambiate dai primi anni dell’esplorazione spaziale, e probabilmente la più importante è proprio la slittamento (shift in inglese) dalla ricerca scientifica allo sfruttamento commerciale. Non va certo trascurato il fatto che la ragione principale dietro l’esplorazione dello spazio era la supremazia militare, ma almeno a quei tempi le amministrazioni statunitensi e sovietiche erano abili nel nasconderlo. Oggi le cose sono talmente cambiate che non solo l’aspetto commerciale e consumistico non viene dissimulato ma anzi portato come elemento di progresso. I danni all’ambiente e le continue violazioni della privacy delle persone sono i ben noti effetti collaterali.

Il bianco e nero, le luci contrastate, i suoni a volte rarefatti a volte fragorosi, le eclatanti esplosioni dei razzi creano un’atmosfera decisamente crepuscolare, che a tratti ricorda certe sequenze di film di fantascienza distopici degli anni ’50. Le testimonianze dei biologi che attestano la messa in pericolo di specie rare a causa dei lanci e degli astronomi che non riescono più a lavorare a causa delle centinaia di oggetti spaziali che deturpano le foto prese dai telescopi terrestri, per non parlare della crescita esponenziale della spazzatura spaziale in orbita completano il quadro: un ennesimo grido di allarme ad una civiltà che si professa razionale e che invece sembra errare senza controllo verso la catastrofe ambientale e sociale.

  1. Shifitng Baselines, regìa di Julien Elie, Canada 2025, 100′