Priscilla e il fantasma di Elvis

di | 04/09/2023

Una giovinezza all’ombra del “Re” nella versione dell’adorata, trascurata moglie di Elvis

Cailee Spaeny in una scena di Priscilla di Sofia Coppola.

Cailee Spaeny in una scena di Priscilla di Sofia Coppola.

È difficile credere che Sofia Coppola e Buzz Luhrmann si siano messi d’accordo su un dittico sul re del rock’n’roll, ma è inevitabile fare il confronto fra questi due film: tanto “elvisiano” il primo, con i suoi luccichii e la messa in scena da grande produzione hollywoodiana, quanto discreto il secondo, con le sue luci soffuse e una colonna sonora che sembra in ogni istante esitare a mettersi in evidenza. Priscilla1 si inserisce nella serie di biografie di donne più o meno famose e condannate a vivere all’ombra di uomini ingombranti che Sofia Coppola predilige e che in questo film esprime in un paio di sequenze che durano pochi attimi ma pesano molto nell’economia del film: Priscilla che si trucca, o che prova degli aibiti, nella testa il timore di non essere all’altezza del suo marito superstar.

Secondo quanto si apprende dalla stessa Coppola, il film è basato sulle memorie di Priscilla Presley Elvis and Me2, notevole quanto meno per lo sforzo apparente di mostrare quanto il loro amore sia stato in molte circostanze più forte delle avversità implicite in un personaggio al centro dell’attenzione mediatica. La Coppola rimane coerente per tutto il film alla scelta di raccontare una storia con un personaggio così ingombrante non mettendolo in secondo piano ma facendolo entrare ogni volta in maniera molto discreta, quasi per caso, come avviene nel loro primo incontro ad una festa e nel momento della loro separazione, comunque mano nella mano.

Basta questo accorgimento per ottenere l’effetto di un’assenza: perché se è vero che specialmente negli ultimi tempi Elvis cadeva vittima di attacchi di paranoia e manie con esiti a volte violenti, l’elemento che sembra caratterizzare la relazione con Priscilla è soprattutto l’assenza, sia fisica, quando per esempio va a girare i suoi innumerevoli e generalmente mediocri film, ma anche morale, preso com’è prima dalla fissazione di arrivare al matrimonio “vergine”, poi dal pallino per il paranormale, e infine la dipendenza dalle droghe. Nei pochi momenti in cui i loro sguardi non si incontrano sono persi in una distanza, e rivelano l’incapacità di comprendere questa impossibilità a realizzare una comunione che sembra ovvia e naturale.

  1. Priscilla, regìa di Sofia Coppola, USA-Italia 2023, 113’  
  2. Elvis and Me, Priscilla Beaulieu Presley e Sandra Harmon, Berkley Books, New York 1985