Alla deriva

di | 15/06/2023

In tempi di crisi delle ideologie forse non si sa più bene cosa dire o non si ha più nulla da dire, ma almeno lo si sa fare molto bene

Una immagine di Eeva di Morten Tšinakov e Lucija Mrzljak.

Una immagine di Eeva di Morten Tšinakov e Lucija Mrzljak.

Appena premiato a Cannes, 271 è una salutare boccata d’aria in un mondo in cui gli spazi di libertà di restringono sempre di più: ambientata nell’Ungheria odierna, difficilmente più libertaria che sotto il regime sovietico, è una chiara denuncia dell’onnipresenza dei sistemi di controllo nelle nostre vite e della soffocante oppressione della cultura patriarcale. Con allusioni all’estetica psichedelica, è anche una inquietante presa d’atto dell’avanzata dell’individualismo e della rinuncia alla lotta per il cambiamento.

Dal veterano del cinema d’animazione Georges Schwizgebel, D’un peinture… à l’autre2 è un viaggio immersivo e ipnotico negli universi pittorici di artisti differenti sul tema della femminilità in tante forme diverse, non necessariamente anatomiche… Come nel più classico dei film splatter, la vacanza di una giovane coppia in vacanza al mare che si trasforma in un incubo: Drijf3 è un eccezionale film in cui surreale, ironia, thriller si incontrano in un tratto grafico allo stesso tempo essenziale e complesso e ad un ritmo ineccepibile. Un ennesimo magnifico esempio dell’ottima produzione belga nell’audiovisivo, che continua a godere di ottima salute.

Eeva fa di tutto per fare la bella vita ma nulla va come previsto. Eeva4 ci immerge in un mondo in cui il grigiore delle esistenze si trasferisce alle ambientazioni e in cui il tumulto delle anime si manifesta in eventi catastrofici, con il pregio di un tocco di raffinato umorismo nero quando si tratta di temi sensibili come la morte e l’angoscia esistenziale, con chiari riferimenti alla tradizione figurativa dell’Europa dell’est, ancora molto presente in questi tempi di selvaggia standardizzazione. Suoni striduli al limite della sopportazione, disegni di struggente essenzialità: La perra5 è la rielaborazione di traumi infantili/adolescenziali della regista Carla Melo Gampert, forse un tentativo di catarsi, una ulteriore dimostrazione del potere delle immagini animate di esorcizzare paure e dare prospettive per un superamento del trauma.

 

  1. 27, regìa di Flóra Anna Buda, Francia-Ungheria 2023, 10’38’’  
  2. D’un peinture… à l’autre, regìa di Georges Schwizgebel, Svizzera-Francia 2023, 3’10’’  
  3. Drijf, regìa di Levi Stoops, Belgio 2023, 14’59’  
  4. Eeva, regìa di Morten Tšinakov e Lucija Mrzljak, Estonia-Croazia 2023, 15’58’’  
  5. La perra, regìa di Carla Melo Gampert, Colombia-Francia 2023, 14’05’’