Venezia 2017: vince la forma rassicurante di Del Toro

di | 09/09/2017

Poche sorprese nei verdetti finali, e un po’ di delusione per alcuni film che avrebbero meritato di più

Guillermo del Toro riceve il leone d'oro per "The Shape of Water".

Guillermo del Toro riceve il leone d’oro per “The Shape of Water”.

Il pronostico della vigilia, almeno per il Leone d’oro, è stato rispettato: gradito al pubblico e alla critica ha vinto “The Shape of Water” di Guillermo del Toro. La giuria presieduta da Annette Bening si è dimostrata molto eclettica in fatto di stili e tematiche premiati: il gran premio della giuria è andato a “Foxtrot” di Samuel Maoz, mentre il premio per la migliore regia se l’è aggiudicato l’esordiente Xavier Legrand con “Jusqu’à la garde” che ha ottenuto anche il premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Le coppe Volpi per le migliori interpretazioni sono andate a Charlotte Rampling per “Hannah” di Andrea Pallaoro e a Kamel El Basha per “The Insult” di Ziad Doueiri. Il premio speciale della giuria è andato a “Sweet Country” di Warwick Thornton. Il premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente va a Charlie Plummer per “Lean on Pete” di Andrew Haigh. “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”, uno dei film più belli di tutto il festival, alla fine ha vinto un solo premio: quello per la migliore sceneggiatura che è andato a Martin McDonagh, autore e regista del film.

Nella sezione Orizzonti la giuria, presieduta da Gianni Amelio, ha premiato come miglior film “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli. Il premio per la migliore regia è andato a Vahid Jalilvand per “Bedoune Tarikh, Bedoune Emza”. Il premio speciale della giuria è andato a “Caniba” di Véréna Paravel e Lucien Castaing-Taylor. I premi per le migliori interpretazioni femminile e maschile sono stati assegnati rispettivamente a Lyna Khoudri per “Les bienheureux” di Sofia Djama e a Navid Mohammadzadeh per “Bedoune Tarikh, Bedoune Emza”. Il premio per la migliore sceneggiatura è andato a “Los versos del olvido” di Alireza Khatami e quello per il miglior cortometraggio a “Gros chagrin” di Céline Devaux.

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