Era il 3 luglio di cinquanta anni fa quando David Bowie vestiva per l’ultima volta (o quasi) le vesti di Ziggy Stardust

David Bowie in un fotogramma di Ziggy Stardust and the Spiders from Mars di D. A. Pennebaker.
Nel 1973 la popolarità di Bowie negli USA era ancora molto limitata e quando D. A. Pennebaker arrivò a Londra all’Hammersmith Odeon per girare giusto un breve reportage su questo giovane artista che lui conosceva solo di nome fu con una certa sorpresa che si rese conto del séguito che il musicista aveva nella gioventù britannica, con livelli di idolatria che non vedeva dai tempi dei Beatles. Decise quindi di effettuare delle riprese anche nella seconda delle due serate previste a Londra, senza sapere che il film che poi ne avrebbe tratto sarebbe rimasto nella storia del rock (il film in realtà fu distribuito per la prima volta solo nel 1979 a causa della rottura del contratto tra Bowie e il suo manager dell’epoca): quando, nei momenti finali, Bowie annuncia il ritiro dalle scene, solo il suo manager ed il chitarrista Mick Ronson erano al corrente della decisione, mentre gli altri membri del suo gruppo cadevano letteralmente dalle nuvole. Ziggy Stardust e una parte di quei musicisti si sarebbero poi esibiti un’ultima volta qualche mese dopo per lo speciale televisivo 1980 Floor Show, con alcuni brani del nuovo album Diamond Dogs.
Tra il materiale scartato nel montaggio finale l’esibizione di Jeff Beck: ufficialmente perché il chitarrista degli Yardbirds non era soddisfatto della sua performance, ma secondo voci non confermate pare che fosse preoccupato che il suo nome fosse collegato al glam rock, nel quale non si identificava. Quelle sequenze sarebbero poi state recuperate ed inserite nel film Moonage Daydream di Brett Morgen.
