La mediocrità del male secondo Rasoulof

di | 29/02/2020

L’orso d’oro 2020 va ad un film iraniano che, nell’urgenza dell’attualità, parla di dilemmi morali universali e senza tempo

L'attrice Baran Rasoulof mostra il padre, il regista Mohamad Rasoulof, in collegamento sul cellulare

L’attrice Baran Rasoulof mostra il padre, il regista Mohamad Rasoulof, in collegamento sul cellulare

Mentre arrivano notizie sempre più inquietanti sulla nuova epidemia, una Berlinale iniziata all’indomani della strage razzista di Hanau si conclude con una chiara presa di posizione sull’attualità politica internazionale: dopo Panahi, anche quest’anno il vincitore dell’orso d’oro per il miglior film, Mohammad Rasoulof, non può ritirare di persona il suo premio perché incarcerato per reati di opinione. Al suo posto i produttori Kaveh Farnam e Farzad Pak ritirano il premio per Sheytan vojud nadarad (There is No Evil).

Il premio speciale della giuria va al discreto ma molto efficace Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman. Il premio per la miglior regia va a Hong Sangsoo per Domangchin yeoja. I premi per le migliori interpretazioni vanno a Paula Beer in Undine di Christian Petzold e a Elio Germano in Volevo nascondermi di Giorgio Diritti. Il premio per la migliore sceneggiatura ai fratelli D’Innocenzo per il loro film Favolacce.

L’orso d’argento per il contributo artistico è stato assegnato a Jürgen Jürges per la camera nel controverso DAU. Natasha di Ilya Khrzhanovskiy e Jekaterina Oertel. Il premio speciale per i 70 anni della Berlinale (ex premio Alfred Bauer) è andato a Effacer l’historique di Benoît Delépine e Gustave Kervern.

La giuria della nuova sezione Encounters ha assegnato il premio per il miglior film a The Works and Days (of Tayoko Shiojiri in the Shiotani Basin) di C.W. Winter e Anders Edström, mentre il premio speciale è andato a The Trouble With Being Born di Sandra Wollner. Il premio per la migliore regia è andato a Malmkrog di Cristi Puiu, con menzione speciale a Isabella di Matías Piñeiro.

La giuria per i film documentari ha premiato Irradiés di Rithy Panh, mentre la menzione speciale è andata a Aufzeichnungen aus der Unterwelt di Tizza Covi e Rainer Frimmel.

Tra i premi delle giurie indipendenti, la giuria ecumenica conferma la scelta della giuria ufficiale nominando miglior film Sheytan vojud nadarad. Nella sezione Panorama invece premia il notevole Otac di Srdan Golubović e Saudi Runaway di Susanne Regina Meures. Nella sezione Forum il premio è andato a Seishin 0 di Kazuhiro Soda. La giuria FIPRESCI nella selezione ufficiale ha premiato Undine di Christian Petzold mentre nella sezione Encounters il premio è andato a A metamorfose dos pássaros di Catarina Vasconcelos. Nella sezione Panorama è stato premiato Mogul Mowgli di Bassam Tariq, con una menzione speciale a A l’abordage di Guillaume Brac. Nella sezione Forum ha ricevuto il premio The Twentieth Century di Matthew Rankin con menzione speciale a Ouvertures di The Living and the Dead Ensemble.

Il premio del pubblico della sezione Panorama è andato a Otac di Srdan Golubović per i film di finzione e a Welcome to Chechnya di David France per i documentari.

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